giovedì 9 ottobre 2014

Amuleti, mani e piccoli segnali

Avevo sentito un sacco di volte di amuleti, ciondoli e affini portati indosso e poi persi, rotti, scomparsi, spezzati. Su Sacerdotesse di Avalon ne ho letti a migliaia post in cui si chiedeva cosa fare in questi casi, e la mia risposta era sempre la stessa: ha svolto il suo compito, è ora di cambiarlo. 
Ma adesso che capita a me devo dire che mi fa un po strano...per il semplice fatto che non ho mai mai mai perso un solo bracciale, un solo ciondolo, nulla. 
L'oggetto in questione è un braccialetto composto da tante manine di Fatima che avevo comprato poco prima del 1° Maggio, un periodo di svolta per me, un periodo pieno di luce, di fiducia in me stessa, e di scoperta della mia femminilità fino ad allora quasi latente direi. Avevo visto questo braccialetto in un negozietto indiano e finalmente un giorno di ritorno dall'università l'ho comprato tutta felice, insieme ad un ciondolo molto più grande da portare al collo, sempre con la mano di Fatima.
Capisco bene che da un anno a questa parte questo simbolo sia diventato di moda, come ultimamente lo era stato quello dell'infinito, della piuma, del gufo e mille altri; però il mio caso è diverso.

Quando ero piccola una mia zia mi aveva regalato una collanina d'oro con un piccolo ciondolo (che visto con gli occhi di una bambina sembrava enorme) che simboleggiava una strana mano; la "mano delle indovine, delle streghe e delle zingare" come mi diceva mia mamma. A me quella mano piaceva un sacco. Mi trasmetteva un potere unico ora che ci penso. A mia madre non piaceva per niente, le sembrava che portasse il malocchio. Sfortunatamente quella collanina non la indossai molto perché alle elementari si sa, si perdono 8 matite al giorno, pensa una collanina d'oro! Giammaaaaai! Quindi mia mamma con molta felicità me la conservò, molto ma molto bene direi. Tanto che negli ultimi anni, ripensandoci, mi disse che sicuramente IO l'avevo persa. Adesso invece...a distanza di 16 anni ho finalmente ritrovato quella collana; e si, il ciondolo non è grande come lo ricordavo, anzi è piccolissimo, come la punta di un mignolino. Lo indosso da circa una settimana, insieme alla sua finissima catenina dorata che cozza allegramente con i vestiti scuri e i capelli disordinati. 

Pochi minuti fa il bracciale di cui vi parlavo sopra si è spezzato, non capisco nemmeno come. E' caduto a terra e io ho pensato "no, ma dai...allora è tutto vero". Credo che il ciondolo della collana abbia voluto riprendere fieramente il suo posto, il suo compito, quello che gli avevo assegnato quando ancora non sapevo nemmeno scrivere bene il mio nome; e credo che abbia congedato il bracciale, che lo ha degnamente sostituito finché ha potuto.
Il dubbio resta sul da farsi: mi disfo del bracciale sotterrandolo? Inquinerei. Lo metto nella differenziata? Che fine poco decorosa. Lo tengo con me e magari lo riciclo? Mi sa di si:)
Penso proprio che lo farò caricare sotto la luna e sotto il sole, poi starà anche sotto il sale, e dopo penso che sarà pronto per essere smembrato ed usato come ciondolo per i segnalibri del mio Bos o di altre agendine e cosine varie:)
Nonostante tutto è stato con me e mi ha fatto sentire bene, facendomi ricordare sempre di quel bel periodo in cui ho deciso di prenderlo, e quindi come non elimino questi ricordi, non elimino nemmeno lui:)

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