domenica 25 ottobre 2015

La ruota dell'anno: un esempio di sincretismo religioso

Scrivere questo post non è semplice, per diverse ragioni. Una è l'impopolarità che avrà soprattutto tra coloro i quali si definiscono wiccan, una seconda ragione sta nel fatto che le informazioni che darò nel paragrafo "I prestiti da..." sono, bene o male, alla portata di tutti attraverso una ricerca su internet, e dunque il mio impegno è stato quello di cercare tra tutte le fonti quelle che reputavo essere le più attendibili (non essendo in possesso di libri mi scuso già da ora se doveste riscontrare inesattezze). La terza ragione sta nei dubbi che spero faccia venire a coloro i quali hanno usato questo "calendario" per festeggiare le ricorrenze pagane.



Le non-Fonti
La ruota dell'anno è il calendario nel quale trovano posto i cosiddetti 8 sabba, di cui 4 maggiori e 4 minori. Spesso, agli inizi del mio percorso, mi è capitato di chiedermi chi avesse inventato quelle feste, quale fosse la loro provenienza storica, chi le aveva messe insieme in quel calendario circolare e soprattutto secondo quale criterio avesse stabilito quali fossero i sabba maggiori e quelli minori. Ebbene, finalmente ho le risposte a quelle domande. Ovunque troverete questo calendario di certo non ne sarà citata la fonte, ovviamente perché non esiste. Al massimo si può arrivare ad un rimbalzo di siti in siti, di forum in forum e la causa sta nel fatto che non c'è nulla di storicamente certo e corretto nell'accozzaglia di feste della Ruota dell'Anno. Qualcuno un giorno, molto indeciso su cosa seguire, ha pensato impropriamente di mettere insieme feste che tra loro sono distanti proprio per la provenienza geografica e culturale. Quello che si è fatto perciò non è molto differente dal mettere insieme il Natale, la Al-Id Al-Kabir, la Pasqua, il Id Al-fitr e pure il Capodanno cinese. Che valore ha? Nessuno. Come nessun valore ha la Ruota dell'Anno dal punto di vista storico e religioso, perché "rispetta" diverse religioni ma nessuna in particolare allo stesso tempo. Quindi sebbene tutte le feste abbiano un'origine storica certa, perché provenienti da contesti religioso-culturali definiti, messe insieme perdono a mio parere di tutta la loro forza originaria.

La finzione del nome
Una delle cose che più mi infastidisce è l'aver preso queste feste ed averne mantenuto solo data (e non sempre), nome e usanze pratiche, adattandone il significato religioso antico a divinità a cui non erano dedicate. Se la ricorrenza appartiene al bacino culturale celtico per quale strana ragione si dovrebbe associare ad una divinità come la Grande Madre che i celti non veneravano? A questo punto mi chiedo dove sia andata a finire la coerenza. La critica che spesso viene fatta dai neo-pagani ai cristiani è quella di aver preso feste di origine pagana ed averle cambiate in loro favore, sottolineando così anche la debolezza del messaggio spirituale in se e la poca presa che questo nuovo indirizzo religioso stava avendo tra le masse. Mantenere le pratiche tradizionali, i momenti religiosi ed il loro significato simbolico per meglio far accettare un Dio, che in molti non avrebbero altrimenti riconosciuto, è senza ombra di dubbio un atto che sottolinea la povertà di spirito di chi quel Dio lo venerava. Una forzatura, un'ingiustizia che non facilmente si riesce a perdonare; come si potrebbe d'altronde perdonare a qualcuno il tentativo (riuscitissimo) di stravolgere un'intera cultura ed il suo patrimonio per i propri scopi?
Pardonnez-moi ma non si sta facendo per caso la stessa cosa? Prendiamo ad esempio Yule di cui si mantengono le erbe e piante di riferimento, la data in cui ricade (anche se più che una singola giornata consiste in un periodo lungo 12 giorni) per adattare tutto ciò al Dio Padre, consorte della Grande Madre, che in questo periodo nasce a segnare l'inizio della fine del rigido inverno in cui, sviluppando un parallelismo con il ciclo naturale delle sementi, restava celato sotto il ventre della Madre(-Terra) per completare la sua formazione.

Risultati
Mi pare evidente che in casi come questo della Ruota dell'Anno, il sincretismo religioso sia assolutamente deleterio sia nell'annullare l'identità propria e viva di feste e tradizioni appartenenti a culture passate e che alcuni provano ancora a far rivivere con rispetto e precisione "storica", sia nel far passare come giuste e buone nel loro intento pratiche che invece non hanno motivo di essere.
A parer mio è evidente che certi periodi dell'anno, se veramente si vive in simbiosi con la terra, sono particolarmente significativi, e questo lo conferma l'esistenza di feste che venivano celebrate in molti paesi del mondo nello stesso periodo dell'anno e con certe affinità simboliche, ma questo non è un buon motivo per prenderle e snaturarle dal loro contesto. Se quello che si vuole festeggiare è il risveglio del sole e dunque la data più adatta è quella del solstizio d'inverno perché non inventarsi un nome del tutto nuovo e celebrare come meglio si crede le proprie divinità lasciando intatte le tradizioni altrui? Perché usare il pretesto di un nome antico e di pratiche altrettanto antiche per dare una sorta di dignità maggiore o addirittura di legittimazione a quello che si sta facendo? Non mentiamo a noi stessi, questa Ruota dell'Anno è un inganno bello e buono che serve solo a coprire le profonde lacune che spesso contraddistinguono coloro i quali si avvicinano ad un contesto come quello della Wicca e, invece di fare ricerche e apprendere le radici delle antiche religioni, si adagiano sugli allori dell'ignoranza, usando cose come la Ruota dell'Anno, appunto, per indottrinare a loro volta chi si avvicina al paganesimo. E proprio coloro i quali si trovano all'inizio del percorso di ricerca, trovando riferimenti "antichi", si lasciano convincere che la scelta che stanno per fare abbia radici antiche e dunque abbia una sorta di purezza originaria innegabile; cosa che invece contestano al Cristianesimo. Insomma è il gatto che si morde la coda.

A questo punto ognuno dovrebbe davvero avere il coraggio di affrontare la realtà per quella che è. Non intendo dire a nessuno come vivere la propria spiritualità, ma semplicemente dare uno spunto di riflessione sugli strumenti che si utilizzano (come la ruota appunto), su cosa essi significhino, sul furto d'identità che compiono utilizzando elementi propri di altre religioni, e sulla coerenza che si dovrebbe avere nell'affrontare un tema come quello della propria religione. Perché invece di avere l'ansia di procedere subito con la pratica, l'allestimento dell'altare e tutto il resto, non dedicate qualche ora, settimana o anche mese alla scoperta di quelle che erano le religioni da cui provengono queste feste? Potreste scoprire affinità con una di queste, o capire che non sono adatte a voi e approdare ad altre, cambiare percorso, oppure decidere di continuare comunque quello già intrapreso (ma almeno con consapevolezza questa volta).
Insomma quello che viene richiesto è coerenza, la stessa che si pretende dagli altri.

I prestiti dalla tradizione Norrena
Yule, che rappresenta il momento della Nascita del Dio, altro non è che la trasposizione dello Yuletide, festa che alcuni fanno iniziare per il solstizio d'inverno e che altri spostano a gennaio, che dura per un totale di 12 notti. 
Dallo Yuletide provengono alcune delle tradizioni più comuni, come quella del'albero di Yule, il ceppo da far bruciare per tutta la notte. Durante questo periodo gli eteni rendono omaggio a tutti gli Aesir e i Vanir,mentre la notte prima del solstizio si celebra la Notte delle Madri, un momento dedicato agli antenati e a divinità come Frigg e Freya.
Ostara rappresenta il momento in cui la Dea Madre ed il Dio, ormai non più bambino, accrescono la forza della natura, risvegliandola dal torpore invernale, si celebra una forza presente ma nascosta, simboleggiata dalle uova in diverse tradizioni, come appunto avviene da sempre per l'Ostarablot. L'equinozio di primavera rappresenta sempre il rinnovamento, la crescita, motivo per cui si usava rappresentare una battaglia tra l'estate e l'inverno, dove quest'ultimo perdeva. La tradizione vuole che si dipingano le uova e che si dia la caccia a quelle nascoste dalla lepre, animale sacro che solo in questa occasione poteva essere ucciso e mangiato. Si accendono falò e si onorano tutti gli dei.

I prestiti dalla tradizione Celtica
Parte della popolazione celta, stanziatasi in Irlanda,condivideva con molte popolazioni nordiche la visione del tempo, inteso come ciclo naturale diviso in due parti o stagioni: inverno ed estate. La primavera e l'autunno venivano percepite come intermezzi. Le quattro festività più importanti, derivano proprio da questa concezione: infatti le feste cadono esattamente 45 giorni dopo gli equinozi e i solstizi. 
Samhain segna non solo l'inizio dell'anno, ma anche l'inizio dell'inverno; segue Imbolc che segna il punto massimo dell'inverno, ma anche l'inizio della sua fine. Beltane invece segna l'inizio dell'estate, di cui Lùgnasad è appunto la massima espressione, momento del raccolto.
Queste quattro feste vengono ovviamente adattate all'idea del ciclo naturale, della vita dei campi, attribuendo così all'aspetto ciclico della semina, nascita, raccolta e morte dei frutti della terra, quello della nascita del Dio, della sua crescita, dell'atto di fecondare la Dea, che da Vergine si trasforma in Madre e poi in Anziana, mentre accompagna colui che è stato figlio e sposo alla fine del suo ciclo di vita. Le tradizioni di quelli che per la ruota dell'anno sono i sabba, sono tutte prese dalla cultura celtica. Per maggiori informazioni riguardo le feste vi rimando a questo sito, che trovo essere davvero esauriente.
Ovviamente mi preme che arrivi il fatto che queste quattro feste erano legate a divinità proprie della cultura: Imbolc viene celebrata sotto gli auspici della dea Brígit, Beltane invece era il momento in cui i Galli celebravano il dio Belenos, mentre i Gaeli e le popolazioni sbarcate in Irlanda adoravano il dio Béil. La stessa festa veniva celebrata in Galles sotto il nome di Calan Mai, conosciuto poi come Calendimaggio. (Nei paesi anglo sassoni, ma così anche nei paesi del Nord Europa si festeggiava invece il May Day, e la Walpurga's Night). 
Al dio Lúg è invece, in modo evidente, legata la festa di Lúgnasad, mentre Samhain si usava fare dei sacrifici al dio Cromm Crúaich, e si celebrava nel mezzo della Feis Temra, cioè il passaggio dall'anno vecchio al nuovo. Ovviamente a questa festa erano legate anche le devozioni agli antenati e agli spiriti che più facilmente potevano mescolarsi nel mondo terreno. 
Mentre Mabon è proprio il nome di una divinità il cui aspetto era quello di eterno ragazzo, Litha sembra essere il nome di una dea sassone associata al grano (non sono riuscita ad avere notizie certe al riguardo).

1 commento:

Poseidone Umi ha detto...

Stupendo post, poco tempo fa sono arrivato anch'io alla stessa conclusione e ora festeggio solo gli equinozi e i solstizi come più sento affine, senza fare il minestrone tipico della Wicca. Continua così, post del genere sono preziosi quanto rari ;)